Tendiamo ad abbassare le nostre aspettative…

Accontentarsi è rinunciare al proprio potenziale.

Anche tu porti dentro un “conflitto strutturale” che può farti abbassare le tue aspettative.

Sei nato creativo, sfidante.

Poi, appena fuori dalla culla, ti hanno detto un sacco di cose non vere e limitanti: “Stai coi piedi per terra”, “Questo non è per te”, “Quest’ altro non è possibile!!! “

Tu ci hai creduto. Hai registrato tutto. E grazie a questi download che non ti appartengono, molti desideri che ti vengono in mente, progetti, idee per il tuo futuro, vengono “abbassate” al rango di “sogni irrealizzabili”, “castelli in aria”… o semplicemente categorizzati nella sfera dell’impossibile.

Sappi invece che – come tutti – hai un gran potenziale inespresso. Quindi, non abbassare le tue aspettative: sulla tua vita, sul tuo lavoro, sui tuoi desideri.

Tieni alto il tiro e inizia da qui.


Guarda il tuo futuro ideale, quello per cui sei disposto a sfidarti. Mettilo bene a fuoco e descrivilo a te stesso, carta e penna alla mano.

Osserva il punto in cui sei adesso, con sguardo obiettivo, e osserva anche la distanza che ti separa dal tuo futuro ideale.

Scomponi questa distanza, trasformala in grandi “sfere realizzative”, in obiettivi specifici, azioni da compiere, tempi da rispettare.

Dopo questi passaggi avrai un po’ più di chiarezza su cosa fare per avvicinarti a ciò che desideri. E hai due vie: puoi essere rinunciatario, cedere alle difficoltà e alle tensioni emotive, abbassando le tue aspettative.
Oppure puoi essere perseverante e cercare risposte creative, senza arrenderti, con uno sguardo in avanti, fiducioso e possibilista.

La differenza tra chi consegue i propri obiettivi e chi non lo fa, sta prevalentemente nella differenza tra questi due approcci verso le sfide e le prove difficili.

“Noi esprimiamo noi stessi solo a metà, e ci vergogniamo di quell’ idea divina che ciascuno di noi rappresenta.”

Ralph Waldo Emerson, “Diventa chi sei”

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