Rinascita, nella tempesta perfetta

Perché rinnovarsi, e in qualche modo rinascere?
Perche siamo scontenti, sbagliati, perche le cose non funzionano?

No. Non necessariamente.

Rinascere e rinnovarsi semplicemente perché, ad ogni singola frazione di secondo l’Universo si modifica, cambia, espandendosi continuamente.
Le stelle nascono e si spengono, cambiano le condizioni dei pianeti, cambia tutto cio che l’ Umano costruisce e tutto cio che e’ l Umano stesso.

Il fatto e’ che, mentre le trasformazioni accadono, i nostri occhi fanno fatica a cambiare direzione, continuano a piantarsi sulle cose con lo sguardo di ieri, e così facendo, continuano a vedere ciò che è superato. Ciò che sta avanti resta invece sullo sfondo, coperto un velo che lo rende confuso, non totalmente decifrabile, sfumato.

Ma le cose vanno avanti ugualmente… eccome. Si avvicendano alla velocità della luce, ci sfuggono di mano, ci tengono in balìa.

Tuttavia, è proprio assecondando queste trasformazioni che possiamo diventare essere nuovi, vivere piccole rinascite giorno per giorno.
E, cio che più conta, agire anzichè subire, avere un nostro impatto nel creare cose nuove, possibilita diverse, nuovi mondi.

Cambiare sguardo dunque. Uscire dalle consuete gabbie mentali, vedere con occhi nuovi e svelare a se stessi nuove prospettive.

Sono convinta che ognuno di noi, prima o poi, senta l’esigenza di fermarsi a fare il punto, senta il desiderio di un cammino esplorativo dentro se’, intuendo la possibilità di diventare la persona che è veramente, di guardare il mondo con tutta l’intensità di uno sguardo nuovo, ripulito, più lungimirante e profondo.

Arriva cioè il momento in cui ognuno di noi intuisce la possibilità di diventare padri e madri migliori, figli, cittadini migliori, manager e leader migliori… esseri umani migliori, che reggono alle ondate, che tengono dritta la barra anche in mezzo alla tempesta perfetta.

Si… esistono le tempeste perfette e ognuno di noi e’ chiamato ad attingere alle piu profonde e sostanziali risorse per venirne fuori con la barca in salvo .

Su questa barca, chi conduce ha più responsabilità, più possibilità di impatto. Per questo, un capitano, un leader, un manager non possono prescindere dalla ricerca di sé, dalla sperimentazione di continue rinascite per assecondare l’onda, per tener testa ai costanti riassetti, per adattarsi in modo creativo, governando l’onda e cavalcandola alla grande, piuttosto che subirla.

Parlo di una rinascita continua, non per accontentarsi di restare a galla, ma per fare molto di più: indovinare nuove rotte, varcare soglie e nuovi territori, seguendo le proprie intuizioni e… le proprie stelle!

Iniziare dunque da qui, per capire chi sei, per essere chi sei.

Apprendere a guardare con occhi nuovi, senza zavorre inutili per la mente.
E’ possibile, e’ semplice ed è un processo che nasconde una bellezza tutta da svelare.

E allora, cosa serve per entrare in questo viaggio esplorativo?

In primis serve coraggio, perché non tutti siamo disposti a metterci in gioco realmente e profondamente, anche se ciò non implica necessariamente cambiare pelle, ma significa integrare seriamente e creativamente il nuovo nel vecchio, tenendo conto che il “vecchio” va rispettato, onorato, e magari coccolato.

E cos’ altro serve?

Certamente serve un Coach, che sparga fiammelle sul cammino, che ti accompagni per voli pindarici esplorativi, alla ricerca di nuove consapevolezze e comprensioni e, al tempo stesso, tenga teso il filo rosso per ricondurti a terra, per portare nei tuoi progetti una concreta e costruttiva volontà di fare, con sguardo più profondo e con nuove, ritrovate energie.

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