Sfide future: continuità nell’apprendimento

In questo primo ventennio di secolo abbiamo appurato quanto complesse siano le sfide del business e quanto il tema della “formazione“ occupi uno spazio importante sui tavoli dei leader più consapevoli.

Un punto che emerge con chiarezza è che si procede a gonfie vele verso un’idea di sviluppo basata sull’evoluzione permanente dei mind set e sulla continuità dell’apprendimento.

Il tema della continuità diventa sempre più centrale.  

Gli interventi sporadici, le “aule di formazione one-shot”, le due/tre giornate di intervento spesso prive di follow-up nel corso dei mesi successivi, avranno sempre meno impatto e saranno sempre meno richiesti.
Le strategie vincenti saranno quelle che riusciranno a garantire una continuità efficace e sostenibile nei modi e nei tempi di erogazione.

C’ è poi un’altra sfida altrettanto importante. Da sempre ci poniamo il problema di misurare un ritorno sull’investimento e credo che tocchi a noi operatori esplorare, creare o individuare soluzioni che oltre ad offrire continuità, possano dare riscontri – non solo qualitativi ma anche quantitativi – sugli investimenti effettuati.

Nel mio percorso di ricerca in questa direzione, mi sono imbattuta in un filone molto interessante che, se ben indirizzato in futuro, potrebbe offrire risposte adeguate sia sul piano della continuità, sia sul piano della misurazione delle performance e del ritorno sull’investimento.

Queste possibili risposte arrivano dal mondo digitale e possono rappresentare soluzioni valide per colmare il gap temporale tra un intervento e l’altro e garantire quindi continuità di consapevolezza e di apprendimento.
Alludo, in particolare, alle nuove piattaforme di gamification modulare basate su sofisticati algoritmi che permettono di disegnare su misura processi interattivi finalizzati a favorire interrelazioni e schemi collaborativi, a sviluppare mind-set e comportamenti adattivi alle richieste di evoluzione e di cambiamento.

Lo spunto di riflessione è dunque quello di provare a considerare le piattaforme di gamification come leva integrativa agli interventi coi Team, in aula, a patto che, come promettono, riescano a stimolare creativamente l‘utente e a tracciare i risultati relativi
all’apprendimento nel rispetto e nella valorizzazione della persona e delle sue preferenze di interazione.

Chi mi conosce, sa bene che non ho grandi propensioni per il mondo digitale e che preferisco i processi “in presenza” piuttosto che le interazioni virtuali.

Tuttavia, ragionando da tempo sui due temi centrali di queste righe, mi sembra naturale portare l’attenzione sull’opportunità che la tecnologia digitale offre all’enorme sfida delle Learning Organizations. Perché non tenerne conto e sperimentare?
Ho esplorato questo mondo e sono fiduciosa che sia possibile creare soluzioni a vantaggio di continuità & misurazione, mantenendo sempre vivo il rispetto per l’essere umano, per il suo ruolo e per i suoi processi mentali, cognitivi ed emozionali.

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